Safeguarding

Se hai dubbi o preoccupazioni riguardo al benessere di qualcuno, puoi contattare il nostro Responsabile del Safeguarding scrivendo a
safeguarding@somaliasportclub.it.
Tutte le segnalazioni vengono trattate in modo riservato e con la massima serietà.

M.O.G.

1)- premessa
Il presente modello organizzativo e di controllo dell’attività sportiva è redatto in ottemperanza
all’articolo 16 comma II^ del decreto legislativo n. 39 del 28 febbraio 2021 e secondo le “linee
guida per la predisposizione dei modelli organizzativi e di controllo dell’attività sportiva e dei
codici di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e
di ogni altra condizione di discriminazione”;

con lo scopo di:
– promuovere e creare una cultura ed un ambiente inclusivo in grado di assicurare la massima
dignità ed il rispetto dei diritti di tutti i tesserati, in particolare dei minori, alla pratica sportiva;
– garantire l’uguaglianza e l’equità di trattamento;
– valorizzare le diversità;
– tutelare l’integrità fisica e morale di tutti i tesserati, minori e non, favorendo il loro sviluppo fisico,
psicologico, spirituale, sociale e morale;
– prevenire ogni tipo di molestia, violenza di genere ed ogni altra condizione di discriminazione per
ragioni di etnia, religione, convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale.
Per tali motivi, il presente modello organizzativo e di controllo:
– è efficace, indifferentemente, nei confronti di chiunque partecipi, con qualsiasi funzione o titolo,
all’attività della ASD/SSD, indipendente dalla disciplina sportiva praticata o dal ruolo svolto;
– ha validità quadriennale dalla data di approvazione e dovrà essere aggiornato ed integrato qualora
si rendesse necessario recepire eventuali modifiche od integrazioni dei Principi Fondamentali
emanati dal C.O.N.I., le eventuali ulteriori disposizioni emanate dalla Giunta Nazionale del
C.O.N.I. e le raccomandazioni dell’Osservatorio Permanente del CONI per le Politiche di
Safeguarding;
– è affisso, con ampia visibilità e facilità di accesso, presso la sede della ASD/SSD, nonché, presso
eventuali ulteriori sedi ove si svolgesse l’attività istituzionale;
– è pubblicato sulla homepage del sito istituzionale dell’ASD/SSD
(www.somaliasportclub.it),

2

2)- diritti e doveri spettanti ai tesserati
A ciascun tesserato/a è incondizionatamente riconosciuto il diritto ad trattamento dignitoso e
rispettoso in ogni rapporto, contesto e situazione in ambito associativo; nonché, la massima tutela
da ogni forma di abuso, molestia, violenza di genere e ogni altra condizione di discriminazione,
indipendentemente da etnia, convinzioni personali, disabilità, età, identità di genere, orientamento
sessuale, lingua, opinione politica, religione, condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva,
relazionale o sportiva (decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198).
Tali diritti, inoltre, devono essere garantiti come prevalenti rispetto a ogni risultato sportivo.
Costituisce un dovere di chiunque prenda parte con qualsiasi funzione, titolo o ruolo all’attività
sportiva, in forma diretta o indiretta, rispettare pedissequamente le disposizioni e le prescrizioni
poste a tutela degli indicati diritti dei tesserati e delle tesserate.
I tecnici, gli allenatori, gli istruttori, i dirigenti sportivi, i preparatori, i volontari, i tutori, tutti gli
operatori ed i collaboratori sportivi sono tenuti a conoscere il contenuto del presente modello
organizzativo e di condotta, il codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle
molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione, nonché, i principi e
le linee guida emanate nel tempo dalle Federazioni;

3)- attività di prevenzione e di gestione dei rischi
La prevenzione e la gestione dei rischi connessi allo svolgimento dell’attività sportiva avviene
attraverso l’adozione degli strumenti esposti nel presente modello, i quali garantiscono il pieno
sviluppo dell’atleta, l’inclusione e la valorizzazione delle diversità di tutti i tesserati e, soprattutto,
la loro tutela da eventuali comportamenti costituenti i rischi da prevenire e gestire, che, la normativa
sopra richiamata ha individuato e dettagliatamente descritto.
3.1- comportamenti rilevanti
– abuso psicologico: qualunque atto indesiderato, tra cui la mancanza di rispetto, il confinamento, la
sopraffazione, l’isolamento o qualsiasi altro trattamento che possa incidere sul senso di identità,
dignità e autostima, ovvero tale da intimidire, turbare o alterare la serenità del tesserato, anche se
perpetrato attraverso l’utilizzo di strumenti digitali;
– abuso fisico: qualunque condotta consumata o tentata (tra cui botte, pugni, percosse,
soffocamento, schiaffi, calci o lancio di oggetti), che sia in grado in senso reale o potenziale di
procurare direttamente o indirettamente un danno alla salute, un trauma, lesioni fisiche o che
danneggi l’integrità psicofisica del tesserato. Tali atti possono anche consistere nell’indurre un
tesserato a svolgere (al fine di una migliore performance sportiva) un’attività fisica inappropriata

3
oppure forzare ad allenarsi atleti ammalati, infortunati o comunque doloranti. In quest’ambito
rientrano anche quei comportamenti che favoriscono il consumo di alcool, di sostanze comunque
vietate da norme vigenti o le pratiche di doping;
– molestia sessuale: qualunque atto o comportamento indesiderato e non gradito di natura sessuale,
sia esso verbale, non verbale o fisico che comporti fastidio o disturbo. Tali atti o comportamenti
possono anche consistere nel rivolgere osservazioni o allusioni sessualmente esplicite, nonché
richieste indesiderate o non gradite aventi connotazione sessuale, ovvero telefonate, messaggi,
lettere od ogni altra forma di comunicazione a contenuto sessuale, anche con effetto intimidatorio,
degradante o umiliante;
– abuso sessuale: qualsiasi comportamento o condotta avente connotazione sessuale, senza contatto
o con contatto, e considerata non desiderata, o il cui consenso è costretto, manipolato, non dato o
negato. Può consistere anche nel costringere un tesserato a porre in essere condotte sessuali
inappropriate o indesiderate, o nell’osservare il tesserato in condizioni e contesti non appropriati;
– negligenza: il mancato intervento di un dirigente, tecnico o qualsiasi tesserato, anche in ragione
dei doveri che derivano dal suo ruolo, il quale, presa conoscenza di uno degli eventi, o
comportamento, o condotta, o atto di cui al presente modello, omette di intervenire causando un
danno, permettendo che venga causato un danno o creando un pericolo imminente di danno. Può
consistere anche nel persistente e sistematico disinteresse, ovvero trascuratezza, dei bisogni fisici
e/o psicologici del tesserato;
– incuria: a mancata soddisfazione delle necessità fondamentali a livello fisico, medico, educativo
ed emotivo;
– abuso di matrice religiosa: l’impedimento, il condizionamento o la limitazione del diritto di
professare liberamente la propria fede religiosa e di esercitarne in privato o in pubblico il culto
purché non si tratti di riti contrari al buon costume;
– bullismo e cyberbullismo: qualsiasi comportamento offensivo e/o aggressivo che un singolo
individuo o più soggetti possono mettere in atto, personalmente, attraverso i social network o altri
strumenti di comunicazione, sia in maniera isolata, sia ripetutamente nel corso del tempo, ai danni
di uno o più tesserati con lo scopo di esercitare un potere o un dominio sul tesserato. Possono anche
consistere in comportamenti di prevaricazione e sopraffazione ripetuti e atti ad intimidire o turbare
un tesserato che determinano una condizione di disagio, insicurezza, paura, esclusione o isolamento
(tra cui umiliazioni, critiche riguardanti l’aspetto fisico, minacce verbali, anche in relazione alla
performance sportiva, diffusione di notizie infondate, minacce di ripercussioni fisiche o di
danneggiamento di oggetti posseduti dalla vittima);

4
– comportamenti discriminatori; qualsiasi comportamento finalizzato a conseguire un effetto
discriminatorio basato su etnia, colore, caratteristiche fisiche, genere, status socio economico,
prestazioni sportive e capacità atletiche, religione, convinzioni personali, disabilità, età o
orientamento sessuale.
E’ utile precisare che i comportamenti rilevanti avanti elencati possono verificarsi, oltre che di
persona, anche tramite modalità informatiche, sul web e attraverso messaggi di posta elettronica,
commenti o post su social network e blog.
3.2- responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni o della “safeguarding policy”
Al fine di tutelare i minori ed i tesserati in genere, anche con lo scopo di prevenire i comportamenti
rilevanti, è fatto obbligo di nominare il responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni,

nominato dal Consiglio Direttivo o dal Consiglio di Amministrazione, con lo scopo di prevenire e
contrastare ogni tipo di abuso, violenza e discriminazione sui soci, nonché per garantire la
protezione dell’integrità fisica e morale degli sportivi, sia minori che non, ed in generale di tutti i
tesserati.
Il responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni, è un soggetto autonomo, possibilmente
indipendente dalle cariche sociali e da rapporti con gli allenatori ed i tecnici, selezionato tra i
soggetti con abbiano esperienza nel settore, competenze comunicative e capacità di gestione delle
situazioni delicate.
Dovrà essere opportunamente formato, partecipando ai corsi ed seminari formativi organizzati
dall’ Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal CONI, cui è affiliato il sodalizio.
Ai fini della nomina, la persona prescelta produrrà il certificato del casellario giudiziale, che resta
acquisito al sodalizio, in quanto costituisce un impedimento alla nomina aver riportato una
condanna penale, anche non definitiva, per reati non colposi.
Il responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni o responsabile della “safeguarding policy”,
svolge i seguenti compiti e funzioni:
– vigila sulla corretta adozione e l’aggiornamento dei modelli organizzativi e dei codici di condotta
da parte della ASD/SSD;
– è tenuto a sensibilizzare tutti i membri della ASD/SSD circa le questioni relative alla safeguarding
policy;
– è il destinatario di eventuali segnalazioni relative a comportamenti rilevanti da parte di qualsiasi
membro della ASD/SSD, potendo, in ogni caso, procedere autonomamente svolgendo attività
ispettiva ed audizioni;

5
– stabilisce le modalità di massima pubblicizzazione dei canali di comunicazione predisposti in
favore di tutti i membri delle ASD/SSD per consentire la segnalazione riservata degli eventuali casi
di abuso o maltrattamento e stabilire le procedure per la registrazione e la gestione delle
segnalazioni ricevute.
– collabora fattivamente con tutte le competenti Autorità competenti (Safeguarding Office, Procura
Sportiva, Autorità Giudiziaria);
– garantisce la completa confidenzialità e la riservatezza delle informazioni ricevute in merito ad
eventuali casi di abuso o maltrattamento, con l’obbligo di trattare tutti i dati sensibili nel rispetto
della privacy delle persone coinvolte, secondo la normativa vigente.
In ogni caso, il Consiglio Direttivo o di Amministrazione ha la facoltà di sospendere o rimuovere il
responsabile della safeguarding, non in caso di sopravvenuta carenza dei requisiti per la carica o per
la violazione della safeguarding policy del sodalizio.
3.3 – gestione dei tesserati
Al fine di tutelare compiutamente i diritti dei tesserati, soprattutto se minori, saranno adottati da
parte dei tecnici e dei dirigenti gli opportuni protocolli di comportamento e di gestione, da
applicarsi durante gli allenamenti, le manifestazioni sportive ed ogni attività, anche collegata e
connessa, con l’Ente do Promozione Sportiva.
In tal caso, ci si porrà, quale principale obiettivo, la massima tutela dei tesserati tenendo conto delle
caratteristiche peculiari di ciascuno di essi, salvaguardando anche l’armonia e la compattezza del
gruppo.
3.4 – inclusività e valorizzazione delle diversità
La ASD/SSD si impegna a garantire:
– pari diritti e opportunità a tutti i propri tesserati ed ai tesserati di altre associazioni e società
sportive dilettantistiche, indipendentemente da etnia, convinzioni personali, disabilità, età, identità
di genere, orientamento sessuale, lingua, opinione politica, religione, condizione patrimoniale, di
nascita, fisica, intellettiva, relazionale o sportiva;
– il diritto allo sport agli atleti con disabilità fisica o intellettivo-relazionale, integrandoli, anche se
tesserati per altre associazioni o società sportive dilettantistiche, nel gruppo degli atleti tesserati per
l’ASD/SSD loro coetanei, anche a seguito di accordi, convenzioni e collaborazioni con altre
associazioni o società sportive dilettantistiche;
– il diritto allo sport anche agli atleti svantaggiati dal punto di vista economico o familiare,
favorendo la partecipazione di suddetti atleti alle attività dell’associazione anche mediante sconti
delle quote di tesseramento e/o mediante accordi, convenzioni e collaborazioni con enti del terzo
settore operanti sul territorio e nei comuni limitrofi.

6

3.5- utilizzo degli spazi comuni
Per la miglior applicazione della safeguarding policy, è necessario che l’utilizzo degli spazi comuni,
ove la ASD/SSD svolge la propria attività sportiva, debba essere regolamentato attraverso un
protocollo di comportamenti che tutti i membri sono tenuti ad osservare.
A tal fine:
– è sempre garantito l’accesso ai locali e agli spazi in gestione o in uso all’ASD/SSD, durante gli
allenamenti e le sessioni di prova dei tesserati e delle tesserate minorenni, a coloro che esercitano la
responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la cura degli atleti e delle atlete ovvero a loro
delegati;
– è sempre fatto divieto, durante le sessioni di allenamento o di prova, di accedere agli spogliatoi da
parte di utenti esterni o genitori o accompagnatori, se non previa autorizzazione da parte di un
tecnico o dirigente e, comunque, solo per eventuale assistenza a tesserati e tesserate sotto gli otto
anni di età o con disabilità motoria o intellettivo/relazionale;
– è consentito l’accesso agli spogliatoi, durante le sessioni di allenamento o di prova,
esclusivamente agli atleti ed alle atlete dell’ASD/SSD;
3.6 – trasferte
In caso di trasferta, che prevedano pernottamenti, agli atleti dovranno essere riservate camere,
eventualmente in condivisione con atleti dello stesso genere, diverse da quelle in cui alloggeranno i
tecnici, i dirigenti o altri accompagnatori, salvo nel caso di parentela stretta tra l’atleta e
l’accompagnatore.
Durante le trasferte di qualsiasi tipo è fatto dovere agli accompagnatori vigilare sugli atleti
accompagnati, soprattutto se minorenni, mettendo in atto tutte le azioni necessarie a garantire
l’integrità fisica e morale degli stessi ed evitare qualsiasi comportamento rilevante ai fini del
presente modello.

4)- contrasto dei comportamenti lesivi e gestione delle segnalazioni
Il sistema di “safeguarding” associativo è composto da fasi che si conseguono tra di loro, finalizzate
all’acquisizione ed all’accertamento delle segnalazioni, alla risposta immediata endoassociativa nei
confronti del comportamento rilevante ed, infine, all’applicazione della sanzione disciplinare.
4.1- segnalazione dei comportamenti lesivi
Nel caso si verifichino presunti comportamenti lesivi, da parte di tesserati o di persone terze nei
confronti di altri tesserati, minorenni e non, e ne viene acquisita notizia, deve esserne fornita
tempestiva segnalazione al responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni o responsabile
della “safeguarding” con tutti i mezzi possibili.

7
La presente procedura, inoltre, è applicabile anche per la segnalazione di presunte violazioni al
presente modello.
A tal fine, l’ASD/SSD ha attivato una casella di posta elettronica, dedicata alle segnalazioni di
qualsiasi comportamento che possa essere ritenuto dal denunciante rilevante o presuntivamente
rilevante.
L’indirizzo e-mail della casella di posta elettronica dedicata al “safeguarding” è:

safeguarding@somaliasportclub.it

La password di accesso alla casella di posta elettronica dedicata al “safeguarding” è in possesso
esclusivamente del responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni o della “safeguarding
policy”, che la gestirà autonomamente solo per l’esecuzione del proprio incarico.
Nel caso in cui pervenissero, con qualsiasi mezzo (a voce, per iscritto, e-mail associativa o dei
dirigenti, posta ordinaria, etc…), segnalazioni di comportamenti lesivi o presunti tali, se ne dovrà
fornire immediata notizia al responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni o della
“safeguarding policy” che provvederà alla immediata attivazione delle procedure per l’opportuno
trattamento della notizia.
Il responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni o della “safeguarding policy”, espletate le
attività di accertamento e di indagine, di cui ne comunicherà l’esito agli organi direttivi della
ASD/SSD per l’eventuale adozione degli opportuni provvedimenti e l’applicazione delle sanzioni
disciplinari.

In ogni caso, in presenza di gravi e conclamati comportamenti lesivi, il responsabile contro abusi,
violenze e discriminazioni o della “safeguarding policy” e gli organi direttivi della ASD/SSD
dovranno notificare i fatti di cui sono venuti a conoscenza alla competente Autorità Giudiziaria.
Le segnalazioni pervenute dovranno essere gestite con la massima riservatezza, sia dal responsabile
contro abusi, violenze e discriminazioni o della “safeguarding policy” che da chiunque ne fosse
venuto a conoscenza (tecnici – dirigenti – tesserati), in modo tale da assicurare e tutelare la completa
privacy del segnalatore e del segnalato.
E’, inoltre, fatto obbligo a tutti i membri della ASD/SSD di astenersi dall’attuare qualsivoglia forma
di vittimizzazione secondaria dei tesserati che abbiano in buona fede:
– presentato una denuncia o una segnalazione;
– manifestato l’intenzione di presentare una denuncia o una segnalazione;
– assistito o sostenuto un altro tesserato nel presentare una denuncia o una segnalazione;
– reso testimonianza o audizione in procedimenti in materia di abusi, violenze o discriminazioni;

8
– intrapreso qualsiasi altra azione o iniziativa relativa o inerente alle politiche di safeguarding.
4.2- sistema disciplinare sanzionatorio
L’attività di indagine eseguita dal responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni o della
“safeguarding policy”, oltre ad essere finalizzata alla tutela delle persone che siano state eventuali
vittime di abusi, violenze e discriminazioni (cd. comportamenti rilevanti), ha come scopo
l’accertamento e la punizione delle condotte disciplinarmente sanzionabili da parte di coloro che
abbiano violato, colposamente o intenzionalmente, le prescrizioni del presente modello
organizzativo, nonché, del codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie,
della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione con lo stesso integrato.

condotte sanzionabili

A tal fine, sono ritenute sanzionabili le seguenti condotte, commissione ed omissive, costituenti
illeciti disciplinari, salvo altre:
– l’omessa attuazione colposa delle misure indicate nel presente modello organizzativo e del codice
di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni
altra condizione di discriminazione ad esso integrato;
– la violazione dolosa (intenzionale) delle misure indicate nel presente modello organizzativo, con
particolare riguardo ai comportamenti rilevanti di cui al punti 3.1, e del codice di condotta a tutela
dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di
discriminazione ad esso integrato, tale da compromettere insanabilmente il rapporto di fiducia tra
l’agente e l’ASD/SSD, in quanto preordinata in modo univoco a commettere un reato;
– la violazione, colposa o dolosa, delle misure poste a tutela del segnalante;
– gli atti di ritorsione o discriminatori, diretti o indiretti, nei confronti del segnalante per motivi
collegati, direttamente o indirettamente, alla segnalazione;
– l’effettuazione, con colpa grave o dolo, di segnalazioni false o manifestamente infondate;
– la violazione degli obblighi di segnalazione o informazione nei confronti dell’ASD/SSD, rispetto a
notizie concernenti casi di abusi, violenze e discriminazioni;
– la violazione delle disposizioni concernenti le attività di informazione, formazione e diffusione nei
confronti dei destinatari del presente modello organizzativo;
– omessa applicazione del presente sistema disciplinare.
sanzioni disciplinari

Le sanzioni disciplinari applicabili variano di genere ed intensità sulla base della natura del rapporto
intercorrente tra l’autore della violazione e l’ASD/SSD;dovendosi tenere conto della rilevanza e
della gravità della violazione o della omissione commessa, in relazione al ruolo e dalla
responsabilità rivestita.

9
Nell’attività di indagine necessaria all’applicazione di una sanzione disciplinare, si dovrà verificare:
– se l’autore abbia commesso la violazione o l’omissione con colpa (imprudenza, imperizia,
negligenza, inosservanza dei regolamenti) o dolo (intenzionalità);
– se fosse eventualmente recidivo, avendo in precedenza posto in essere altre violazioni dello stesso
o di diverso genere;
– la presenza di circostanze aggravanti o attenuanti, che abbiano caratterizzato la commissione della
violazione o dell’omissione;
– la posizione funzionale dell’autore della violazione o dell’omissione in seno all’ASD/SSD;
– eventuale concorso di altri soggetti nella commissione della violazione o dell’omissione;
– la gravità del pericolo creato e l’entità dell’eventuale danno prodotto.
All’esito della valutazione eseguita sulla base dei predetti criteri, si determinerà la sanzione
disciplinare da comminare al suo autore, distinte sulla base del rapporto intercorrente con la
ASD/SSD.

sanzioni disciplinari applicabili nei confronti dei collaboratori retribuiti

Nei confronti dei collaboratori retribuiti, che si siano resi responsabili di illeciti disciplinari
riconducibili al presente modello organizzativo, potranno essere comminate le seguenti sanzioni, la
cui scelta ed intensità sarà direttamente proporzionale alla natura e dalla gravità della violazione
commessa:
1. richiamo verbale: il provvedimento disciplinare del richiamo verbale è applicabile nei confronti
del collaboratore retribuito che abbia violato, per mera negligenza o imprudenza o imperizia
(colpa), le procedure imposte dal presente modello organizzativo e le prescrizioni del codice di
condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni
altra condizione di discriminazione ad esso integrato, oppure, abbia adottato, nello svolgimento di
attività sensibili a contatto con i tesserati, soprattutto se minori, un comportamento non conforme
alle prescrizioni contenute nel presente modello, sempre che la violazione non abbia avuto una
rilevanza esterna all’associazione;
2. ammonizione scritta: il provvedimento disciplinare dell’ammonizione scritta è applicabile al
lavoratore retribuito che risulti recidivo, durante un triennio, delle violazioni di cui al punto che
precede;
3. risoluzione del contratto: il provvedimento disciplinare della risoluzione del contratto retribuito
di collaborazione è applicabile nel caso in cui il collaboratore retribuito abbia intenzionalmente
eluso (dolo) le prescrizioni del presente modello organizzativo e del codice di condotta a tutela dei
minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di
discriminazione ad esso integrato, ponendo in essere una condotta diretta, in modo inequivocabile:

10
– alla commissione di uno dei reati ricompreso fra quelli previsti dal codice penale agli articoli
600/bis (prostituzione minorile), 600/ter (pornografia minorile), 600/quater (detenzione o accesso
al materiali pornografico), 600/quater1 (pornografia virtuale), 600/quinques (iniziative turistiche
volte allo sfruttamento della prostituzione minorile), 604/bis (propaganda e istigazione a
delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa), 604/ter (circostanza
aggravante), 609/bis (violenza sessuale), 609/ter (circostanze aggravanti dell’art. 609 bis c.p.),
609/quater (atti sessuali con minorenne), 609/quinques (corruzione di minorenne), 609/octies
(violenza sessuale di gruppo), 609/undecies (adescamento di minori); oppure, sia stato condannato
in via definitiva per i predetti reati;
– alla violazione dei divieti di cui al capo II^ del titolo I^ del Libro III^ del decreto legislativo
dell’11.4.2006 n. 198, relativo alla discriminazione sul posto di lavoro;
– alla sottrazione, occultamento, distruzione o alterazione di documenti recanti informazioni relative
alle condotte di cui al presente modello organizzativo, tale da impedire il controllo e l’accesso alle
informazioni agli organi preposti, incluso il responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni.

sanzioni disciplinari nei confronti dei volontari

Nei confronti dei volontari, che si siano resi responsabili di illeciti disciplinari riconducibili al
presente modello organizzativo, potranno essere comminate, per gli stessi motivi, le medesime
sanzioni comminabili al collaboratore retribuito, la cui scelta ed intensità sarà direttamente
proporzionale alla natura e dalla gravità della violazione commessa:
– richiamo verbale;
– ammonizione scritta;
– risoluzione del rapporto di volontariato.
Con riguardo all’ipotesi della risoluzione del rapporto di volontariato, nel caso in cui il volontario
fosse anche socio dell’ASD/SSD, se ne delibererebbe l’esclusione dello stesso dal sodalizio.

5)- obblighi informativi
Il presente modello organizzativo, il codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle
molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione ad esso integrato,
nonché, il nominativo ed i contatti del responsabile nominato contro abusi, violenze e
discriminazioni, e del Safeguarding Office dello CSAIN,
sono

– affissi, con ampia visibilità e facilità di accesso, presso la sede della ASD/SSD, nonché, presso
eventuali ulteriori sedi ove si svolgesse l’attività istituzionale;

11
– pubblicati sulla homepage del sito istituzionale dell’ASD/SSD
(www.somaliasportclub.it);

– comunicati, all’atto del tesseramento, a tutti i tesserati o a coloro che esercitano la responsabilità
genitoriale o cui è affidata la cura degli atleti, unitamente alla consegna dei moduli predisposti per
formulare le segnalazioni;
– comunicati, sia in fase di adozione che di modifica, a mezzo posta elettronica, a tutti i soci,
tesserati, collaboratori e volontari, previa loro indicazione dell’esatto indirizzo e-mail personale ove
voler ricevere le comunicazioni.
L’ASD/SSD, inoltre:
– fornirà tempestivamente ogni utile informazione rilevante al proprio responsabile nominato contro
abusi, violenze e discriminazioni, a voce o all’indirizzo di posta elettronica dedicato alla
“safeguarding policy” (safeguarding@somaliasportclub.it);

– adotterà e renderà pubblica ogni utile iniziativa volta a diffondere e pubblicizzare, anche tramite
specifico materiale informativo, presso i propri tesserati o a coloro che esercitano la responsabilità
genitoriale o cui è affidata la cura degli atleti, anche tramite specifico materiale informativo, tutte le
opportune procedure per:
• la segnalazione dei comportamenti lesivi;
• la prevenzione ed il contrasto dei fenomeni di abuso, violenza e discriminazione, nonché,
alla consapevolezza dei tesserati in ordine a propri diritti, obblighi e tutele;
• la sensibilizzazione alla prevenzione dei disturbi alimentari negli sportivi.
L’ASD/SSD, inoltre, fornirà ai propri tesserati o a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale
o cui è affidata la cura degli atleti adeguata informativa circa le specifiche misure adottate per la
prevenzione e contrasto dei fenomeni di abuso, violenza e discriminazione in occasione di
manifestazioni sportive.
Infine, verrà fornita ai propri tesserati o a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o cui è
affidata la cura degli atleti comunicazione ed ampia diffusione alle politiche di safeguarding
adottate dalle Federazioni Sportive e dalla stessa ASD/SSD.

6)- strumenti adottati per la tutela dei tesserati

12
In aggiunta quanto previsto nei paragrafi che precedono, l’ASD/SSD si impegna a realizzare e
mettere a disposizione dei propri tesserati, ogni utile strumento o iniziativa volta a:
– tutelare compiutamente i diritti di ciascuno, attraverso iniziative utili a divulgare il rispetto
della persona nei rapporti interpersonali, nonché, gli strumenti legali e sociali a disposizione;
– creare un contesto associativo sano, sicuro ed inclusivo, attraverso l’adozione del criterio,
ove possibile, del massimo coinvolgimento e partecipazione alle attività istituzionali;
– rimuovere, nel pieno rispetto di qualsiasi legittima diversità, ogni ostacolo fisico o
pregiudizio morale, culturale e religioso, che possa impedire la realizzazione del contesto sano,
sicuro ed inclusivo;
– prevenire qualsiasi rischio di abusi, violenze o discriminazioni, tenendo conto delle singole
peculiari caratteristiche della compagine associativa e della sua composizione;
– promuovere la parità di genere, tenendo conto della specifica disciplina sportiva svolta.
Il presente modello organizzativo è stato approvato dall’Assemblea dei Soci della:

SOMALIA CLUB SSD ARL

C.D.

Il presente codice di condottaè redatto in ottemperanza all’articolo 16 comma II^ del decreto
legislativo n. 39 del 28 febbraio 2021 e secondo le “linee guida per la predisposizione dei modelli
organizzativi e di controllo dell’attività sportiva e dei codici di condotta a tutela dei minori e per la
prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione”

ed è rivolto a tutti gli operatori, quali:
istruttori,tecnici, dirigenti, collaboratori a qualsiasi titolo, livello e qualifica, lavoratori
evolontari, i quali, avendo contati diretti con allievi e tesserati tramite la ASD/SSD, hanno assunto
o assumeranno la responsabilità di contribuire:
– alla crescita ed alla formazione, sia sportiva che morale, dei giovani atleti;
– alla creazione di un ambiente sano, positivo, sicuro e stimolante per la pratica sportiva;
– a dare il buon esempio e ad essere un modello di comportamento per tutti i giovani atleti.
Per tali motivi, tutte le figure avanti elencate, previa lettura e sottoscrizione per accettazione, sono
obbligatoriamente tenute a dare piena osservanza ed applicazione al presente codice di condotta;
posto che ogni eventuale violazione verrà segnalata al responsabile contro abusi, violenze e
discriminazioni o responsabile associativo della “safeguarding policy”, il quale, previo
accertamento secondo le disposizioni del modello organizzativo e di controllo dell’attività sportiva
associativo, potrà, se ritenuta commessa, proporre l’applicazione delle sanzioni disciplinare ivi
previste.

Al fine di realizzare e garantire a tutti i tesserati, inclusi minori ed adulti vulnerabili, un ambiente
sicuro, inclusivo e rispettoso di ogni diversità e peculiarità,

la SOMALIA CLUB SSD ARL si impegna
ad osservare e far osservare scrupolosamente i seguenti principi ed intendimenti:
-il pieno rispetto della dignità e dell’integrità psico-fisica di tutte le persone, minori e non, coinvolte
nelle attività sportive ed istituzionali, senza alcuna discriminazione, rispettando le aspirazioni, le
potenzialità, le capacità e le specificità di ciascuno;
– l’insegnamento della lealtà, della probità e della correttezza nello sport e non solo, quali principi
su cui uniformare la propria condotta;

– l’utilizzo, da parte di ogni componente ed associato, della massima cortesia, gentilezza,
educazione e rispetto, evitando sempre l’uso del linguaggio offensivo e scurrile o contrastando i
comportamenti intimidatori o prevaricatorii;
– la programmazione di attività tese a promuovere un’autentica inclusione di tutti e la
valorizzazione delle diversità, quale autentica risorsa, attraverso la pratica sportiva;
– l’adozione di tutte le misure utili a prevenire potenziali abusi o molestie su chiunque;

– la rimozione degli ostacoli che inibiscano il benessere di ogni atleta e del suo sviluppo psico-
fisico, secondo le proprie aspirazioni, potenzialità, capacità e specificità;

– la massima partecipazione di ogni atleta alle attività sportive ed istituzionali, indipendentemente
da etnia, convinzioni personali, disabilità, età, identità di genere, orientamento sessuale, lingua,
opinione politica, religione, condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva, relazionale o
sportiva;
– la costante sensibilizzazione e la conoscenza degli operatori circa le tematiche relative all’abuso,
la molestia, la violenza di genere o la discriminazione per ragioni di etnia, la religione, le
convinzioni personali, la disabilità, l’età o l’orientamento sessuale;
– pretendere, da parte di tutti gli operatori, di tenere comportamenti improntati alla massima
professionalità, evitando, nelle interazioni con tutti i tesserati, qualsiasi forma di contatto fisico
inappropriato o non necessario;
– garantire la privacy di tutti i tesserati, serbando la massima riservatezza circa le informazioni
personali o i dati sensibili acquisiti per l’esercizio dell’attività sportiva o istituzionale;
– informare, con tutti i mezzi di comunicazione ritenuti idonei, i tesserati o coloro che esercitano la
responsabilità genitoriale o cui è affidata la cura degli atleti, circa i contatti per comunicare
direttamente con il responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni o responsabile della
“safeguarding policy” dell’ASD/SSD;
– consegnare, con tutti i mezzi di comunicazione ritenuti idonei, ai tesserati o a coloro che
esercitano la responsabilità genitoriale o a cui è affidata la cura degli atleti, copia del presente
codice di condotta, nonché, del modulo organizzativo e di controllo adottato;
– realizzare programmi di formazione e di sensibilizzazione sulla “safeguarding policy”, al fine di
acquisire ed impartire, sia agli operatori che ai tesserati, sempre maggiori competenze e conoscenze
necessarie a prevenire e rispondere ad ogni eventuale abuso, violenza e discriminazione.
La ASD/SSD attua e garantisce la promozione e l’applicazione dei principi e dei programmi avanti
esposti, attraverso la previsione di:

– un’attenta selezione degli operatori e collaboratori sportivi, finalizzata a garantire la piena idoneità
ad operare nell’ambito delle attività giovanili ed in diretto contatto con i tesserati minori, compresa
l’accurata verifica dei precedenti all’impiego, dei titoli e della formazione conseguita, di cui se ne
conserva la relativa documentazione nel rispetto della normativa vigente;
– obblighi informativi per la diffusione delle disposizioni e dei protocolli relativi alla protezione dei
minori, anche mediante corsi di formazione e corsi di aggiornamento periodici, dedicati a tutti i
soggetti coinvolti nelle attività sportive e relative ai tesserati minori;
– la disciplina delle incompatibilità degli incarichi, finalizzata ad evitare il cumulo delle funzioni in
capo a un unico soggetto, nonché, più in generale, a gestire eventuali conflitti di interesse;
– procedure interne che assicurino la riservatezza della documentazione o delle informazioni,
contenenti dati personali e sensibili, ricevute o reperite, relative ad eventuali segnalazioni o denunce
di violazione del presente codice di condotta e del modello organizzativo e di controllo adottato;
– la previsione di fattispecie di illecito disciplinare, le tutele assicurate e le sanzioni endoassociative
applicabili, graduate sulla base della gravità e della natura della violazione commessa; fermi
restando i provvedimenti comminabili dagli organi di giustizia;

doveri ed obblighi dei dirigenti sportivi e dei tecnici

I tecnici, gli allenatori, gli istruttori, i dirigenti sportivi, i preparatori, i volontari, i tutori, tutti gli
operatori ed i collaboratori sportivi, previa presa visione e conoscenza del presente codice di
condotta e del modello organizzativo e di controllo adottato, sono obbligatoriamente tenuti ad
osservare le seguenti disposizioni, impegnandosi, per l’effetto, a tenere le condotte avanti descritte:
– rispettare e tutelare i diritti, la dignità ed il valore di tutti i tesserati, indipendentemente dalla loro
età, razza, colore della pelle, origine etnica, nazionale o sociale, sesso, disabilità, lingua, religione,
opinione politica, stato sociale, orientamento sessuale; mantenendo costantemente nei confronti di
tutti un comportamento civile e non discriminatorio;
– applaudire e gratificare gli sforzi ed i sacrifici degli atleti, conferendo loro valore, attraverso la
cultura dell’impegno e del divertimento, a prescindere dai risultati sul campo;
– sostenere i valori dello sport, incoraggiando e promuovendo negli atleti la passione e l’entusiasmo,
nonché, il “fair play”, la disciplina, il rispetto dell’avversario, la correttezza ed il ripudio per l’uso
di sostanze o metodi vietati per alterare le prestazioni sportive;
– non assumere comportamenti o linguaggi offensivi nei confronti degli atleti, di qualsiasi età, dei
direttori di gara o chiunque prenda parte alle attività sportive e non tollerare o partecipare a
comportamenti dei minori illegali, abusivi o che mettano a repentaglio la loro sicurezza psico-fisica;

– prevenire e contrastare qualsiasi forma di abuso, violenza e discriminazione;
– astenersi dall’utilizzare impropriamente la propria posizione di fiducia di influenza nei confronti
dei tesserati, specie se minori;
– favorire rapporti di rispetto e collaborazione tra tesserati, prevenendo situazioni disfunzionali, che,
anche tramite manipolazione, determinino uno stato di soggezione, di pericolo o di timore;
– prevenire e contrastare fattivamente qualsiasi forma di bullismo tra i minori, fornendo ascolto ai
loro bisogni e preoccupazioni;
– evitare, per quanto possibile, ogni contatto fisico non necessario con i tesserati, in particolare se
minori, astenendosi, altresì, dal generare situazioni di intimità;
– adottare, in occasione di trasferte, soluzioni logistiche atte a prevenire situazioni di disagio o
comportamenti inappropriati, da scegliere anche con il concorso di coloro che esercitano la
responsabilità genitoriale o a cui è affidata la cura dei tesserati;
– illustrare al tesserato, anche minore, gli obiettivi educativi e formativi e le modalità con cui si
intendono raggiungere, anche con il concorso di coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o
a cui è affidata la cura dei tesserati;
– evitare categoricamente qualsiasi comunicazione di natura intima ed inappropriata con i tesserati
minore, tramite messaggistica o social network;
– interrompere immediatamente qualsiasi contatto con il tesserato minore, qualora si riscontrino
situazioni di ansia, timore o disagio derivanti dalla propria condotta, rivolgendosi al responsabile
contro abusi, violenze e discriminazioni o responsabile della “safeguarding policy” dell’ASD/SSD;
– ricorrere alle opportune competenze professionali nell’eventuale programmazione o gestione di
regimi alimentari in ambito sportivo, segnalando tempestivamente eventuali sintomi di disturbi
alimentari degli atleti loro affidati;
– dichiarare cause di incompatibilità e conflitti d’interesse con la ASD/SSD o con i tesserati;
– privilegiare il proprio aggiornamento personale partecipando, con continuità, a programmi di
formazione e di sensibilizzazione sulla “safeguarding policy”, al fine di acquisire sempre maggiori
competenze e conoscenze necessarie a prevenire e rispondere ad ogni eventuale abuso, violenza e
discriminazione, nonché, sulle più moderne metodologie di formazione e comunicazione in ambito
sportivo;
– evitare categoricamente la riproduzione e la diffusione di immagini o video dei tesserati minori, se
non per finalità educative e formative, acquisendo l’obbligatorio consenso di coloro che esercitano
la responsabilità genitoriale o a cui è affidata la cura dei tesserati;

– segnalare tempestivamente al responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni o responsabile
della “safeguarding policy” dell’ASD/SSD, qualsiasi situazione di potenziale pregiudizio per i
tesserati.

doveri ed obblighi dei tesserati

Ciascun tesserato, previa presa visione e conoscenza del presente codice di condotta e del modello
organizzativo e di controllo adottato, è obbligatoriamente tenuto ad osservare le seguenti
disposizioni e, per l’effetto, impegnandosi a tenere le condotte avanti descritte:
– comportarsi secondo lealtà, probità e correttezza nello sport e non solo, tenendo costantemente
una condotta improntata al massimo rispetto del prossimo;
– astenersi dall’utilizzare un linguaggio inappropriato, volgare ed allusivo, anche corporeo, in
qualsiasi circostanza, anche per gioco o per scherzo;
– contribuire a creare e mantenere un ambiente sano, sicuro ed il più inclusivo possibile;
– contribuire allo svolgimento di una pratica sportiva sana, fornendo il massimo supporto educativo
e formativo a tutti i tesserati;
– contribuire alla promozione dei valori ludici, relazionali e sociali dell’attività sportiva;
– creare un rapporto equilibrato con coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o a cui è
affidata la cura dei tesserati;
– ricorrere ad una comunicazione efficace in grado di prevenire e scoraggiare eventuali dispute o
contrasti tra tesserati;
– prevenire o dirimere eventuali condotte offensive, manipolative, minacciose o aggressive;
– fornire la massima collaborazione nell’opera di contrasto e repressione di qualsiasi abuso,violenza
e discriminazione;
– segnalare tempestivamente al responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni o responsabile
della “safeguarding policy” dell’ASD/SSD, qualsiasi situazione di potenziale pregiudizio per gli
altri tesserati.

doveri ed obblighi degli atleti

Ciascun atleta, previa presa visione e conoscenza del presente codice di condotta e del modello
organizzativo e di controllo adottato, è obbligatoriamente tenuti ad osservare le seguenti
disposizioni e, per l’effetto, impegnandosi a tenere le condotte avanti descritte:
– rispettare il principio di solidarietà tra atleti, favorendo l’assistenza ed il sostegno reciproco;
– comunicare le proprie aspirazioni ai dirigenti sportivi ed ai tecnici, valutando, con vero spirito di
collaborazione, le modalità di raggiungimento degli obiettivi educativi e formativi, anche con il

supporto dicoloro che esercitano la responsabilità genitoriale o a cui è affidata la sua cura,
confrontandosi anche con gli altri atleti;
– comunicare ai dirigenti sportivi e dai tecnici qualsiasi ansia, timore o disagio che riguardi sé o altri
atleti;
– prevenire, evitare e segnalare qualsiasi stato di soggezione, pericolo o timore a se e negli altri
atleti;
– rispettare e tutelare la dignità, la salute e il benessere di tutti gli altri atleti e di chiunque sia
coinvolto nelle attività sportive;
– rispettare, sempre e comunque, i dirigenti sportivi, i tecnici, gli altri atleti e chiunque sia coinvolto
nelle attività sportive;
– riferire ogni infortunio o incidente sportivo ai dirigenti sportivi, ai tecnici ed a coloro che
esercitano la responsabilità genitoriale o a cui è affidata la sua cura;
– evitare, in qualsiasi occasione, contatti fisici o situazioni di intimità con dirigenti sportivi e tecnici,
segnalando eventuali comportamenti inopportuni;
– astenersi da qualsiasi diffusione di materiale fotografico e video di natura privata o intima
ricevuto, segnalando la circostanza ai dirigenti sportivi, ai tecnici ed a coloro che esercitano la
responsabilità genitoriale o a cui è affidata la sua cura, nonché al responsabile contro abusi,
violenze e discriminazioni o responsabile della “safeguarding policy” dell’ASD/SSD;
– segnalare tempestivamente al responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni o responsabile
della “safeguarding policy” dell’ASD/SSD, qualsiasi situazione di potenziale pregiudizio per sé o
per gli altri tesserati.
Accetto di rispettare ed aderire al presente codice di condotta e di impegnarmi alla promozione dei
principi ivi contenuti.